Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post

09 giugno 2011

24 marzo 2011

Prima donna

In un articolo sulle aziende familiari italiane, su The Economist del 12 marzo 2011, si parla della difficoltà di introdurre in azienda manager competenti di provenienza esterna.

"The failure of many family bosses to play a team game - perhaps not surprising in a country where prima donna is a compliment, not an insult - can make things impossible for outside managers".

03 gennaio 2011

Out of doom: una prospettiva ideologica

Tracciata da Mario Monti, fondata sul liberalismo come antidoto agli illusionismi del marxismo italico e di Berlusconi. E al qualunquismo.

Quasi ovvio, è la prospettiva seguita in tutti i paesi che funzionano. Da vedere se si possa trattare di una prospettiva concreta anche in Italia.

02 gennaio 2011

Come al Sud negli anni '60

L'Italia nel suo complesso mi sembra essere nella medesima situazione del Sud Italia negli anni '60 del Novecento.

Arretratezza educativa e culturale, stagnazione economica, evasione fiscale sistematica, nessuna prospettiva di lavoro non legata a conoscenze personali, criminalità organizzata intrecciata ovunque, senso di responsabilità collettivo ed individuale assente, politica clientelare e pecoreccia, sistema dell'informazione drogato.

Dal Sud, negli anni '60, la prospettiva primaria per chi non fosse intrallazzato con i poteri leciti e illeciti era emigrare. Credo sia una prospettiva sempre più attuale anche adesso, ma anche al Centro-Nord.

La politica italiana, dagli anni '70 in poi, ha raggiunto il risultato di un'effettiva unificazione del Paese. Al livello più basso possibile.

31 dicembre 2010

Italia a fine 2010

Un articolo esemplare di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera di ieri.

Nella prima parte descrive la situazione attuale in termini realistici. Ad esempio:

"abbiamo un sistema d'istruzione dal rendimento assai basso; una burocrazia sia centrale che locale pletorica e inefficientissima; una giustizia tardigrada e approssimativa; una delinquenza organizzata che altrove non ha eguali; le nostre grandi città, con le periferie tra le più brutte del mondo, sono largamente invivibili e quasi sempre prive di trasporti urbani moderni (metropolitane); la rete stradale e autostradale è largamente inadeguata e quella ferroviaria, appena ci si allontana dall'Alta velocità, è da Terzo mondo; la rete degli acquedotti è un colabrodo; il nostro paesaggio è sconvolto da frane e alluvioni rovinose ad ogni pioggia intensa, mentre musei, siti archeologici e biblioteche versano in condizioni semplicemente penose. Per finire, tutto ciò che è pubblico, dai concorsi agli appalti, è preda di una corruzione capillare e indomabile. C'è poi la nostra condizione economica: abbiamo contemporaneamente le tasse e l'evasione fiscale fra le più alte d'Europa, mentre gli operai italiani ricevono salari ben più bassi della media dell'area-euro; il nostro sistema pensionistico è fra i più costosi d'Europa malgrado le numerose riforme già fatte e siamo strangolati da un debito pubblico il pagamento dei cui interessi c'impedisce d'intraprendere qualunque politica di sviluppo. Ancora: nessuno dall'estero viene a fare nuovi investimenti in Italia, ma gruppi stranieri mettono gli occhi (e sempre più spesso le mani) su quanto resta di meglio del nostro apparato economico-produttivo; nel frattempo il processo di deindustrializzazione non si arresta e la disoccupazione, specie giovanile, resta assai alta."

Nella seconda parte evita di prendere posizione sulle responsabilità. Mette in un unico calderone chi si oppone a questo stato di cose e chi lo nega, affermando che in Italia le cose vanno meglio che in altri paesi e che bisogna semplicemente essere più ottimisti:

"Chi dovrebbe parlare resta in silenzio. Resta in silenzio il discorso pubblico della società italiana su se stessa, consegnato ad una miseria che diviene ogni giorno meno sopportabile. Ma soprattutto resta in silenzio la politica, divisa tra lo sciropposo ottimismo di Berlusconi, il suo patetico «ghe pensi mi» da un lato, e la vacuità dei suoi oppositori dall'altro. Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente, ne stanno solo accrescendo la distanza dal loro traballante palcoscenico. Sempre più, infatti, la loro produzione quotidiana di parole suona eguale a se stessa: ripetitiva, irreale, ridicola."

Fa anche un unico calderone della stampa italiana, accusata di costituire

"un sistema dell'informazione anch'esso perlopiù perduto dietro la chiacchiera, il «retroscena», il titolo orribilmente confidenziale su «Tonino» o «Gianfri», il mortifero articolo di «costume»."

Ma il "tutto va bene" di Berlusconi e dei suoi non ha la stessa valenza dei tentativi delle opposizioni di affrontare i problemi del paese. Le scelte dei vecchi alleati del centro destra come Casini e Fini di distanziarsi dall'allegro cavalcare il disastro italiano non sono scelte di comodo. Le opposizioni storiche non sono tutte uguali: non si può confrontare la serietà di Bersani con l'arrivismo individualistico e la scarsa onestà intellettuale di Di Pietro.

E non si può mettere insieme Belpietro e De Bortoli, Minzolini e la Gabanelli in un unico fascio. Farlo non è qualunquismo. E' evitare di dire tutta la verità. E chi evita di dire tutta la verità risulta complice.

05 novembre 2010

L'Italia, la corruzione, il mondo

Un articolo su The Economist del 28 ottobre 2010 riporta i dati del Corruption Perception Index di Transparency International, organizzazione internazionale con sede a Berlino.

Da vergogna la mappa, che riporto qui:

09 ottobre 2010

Time: Arrivederci, Italia

16 settembre 2010

IT, Italia

Perché l'informatica italiana è nello stato disastrato in cui è?
Non c'è un motivo solo, ma tra gli altri c'è sicuramente la corruzione: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_settembre_15/tangenti-arrestato-dirigente-asl-romah-1703768575684.shtml

08 aprile 2010

Eccezioni nella TV italiana

Non tutta la TV italiana fa schifo. Report è eccellente.

Ma esistono anche altri casi eccezionali, anche se le eccezioni, quello che varrebbe la pena vedere, viene di solito mandato in onda in orari improbabili e improponibili per chi lavora.
Ad esempio, alle 12,25 del venerdì, una rubrica di notizie economiche veloci che si chiama Cifre in chiaro.

13 gennaio 2010

Le condizioni dell'Italia

Rapporto Istat "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", edizione 2010.

Documento di sintesi in pdf.

Sito web con i dettagli.

Le condizioni della lingua italiana

Un comunicato congiunto dell'Accademia della Crusca, dell'Accademia dei Lincei, dell'Associazione per la Storia della Lingua Italiana:

http://www.accademiadellacrusca.it/lingua_italiana_scuola_sviluppo_il_documento.shtml

04 giugno 2009

Sull'Italia attuale

"If a nation expects to be ignorant and free, in a state of civilization, it expects what never was and never will be."
Thomas Jefferson

22 maggio 2009

TED in italiano

TED (Technology Entertainment Design) è un ciclo di conferenze internazionali molto interessante.

La durata massima di ogni conferenza è di 20 minuti, e i relatori ed i temi affrontati sono eccellenti.

Ora alcune delle conferenze sono state sottotitolate in italiano, e vale la pena godersele.

21 ottobre 2008

Italia: 80.000 imprese IT

La Camera di Commercio di Milano ha pubblicato i risultati di una propria elaborazione sui dati del registro imprese.

Riporto l'intestazione:
"LA CARICA DELLE 80 MILA IMPRESE INFORMATICHE ITALIANE
+7,4% in quattro anni, 4 miliardi di euro di commercio estero
25 mila nuove assunzioni di personale qualificato nel 2008
Lombardia e Milano prime in Italia per imprese. Seguono Roma e Torino."

Userei meno trionfali, visto lo stato dell'economia italiana in generale e del settore IT in particolare. 80 mila imprese (la grande maggioranza individuali!) è un dato sconsolante, indice di frammentazione e debolezza.

16 settembre 2008

Italia ancora meno competitiva nell'IT

La conferma di un trend, secondo una ricerca pubblicata dalla Economist Intelligence Unit e ripresa dal sito di Computerworld Italia

21 maggio 2008

Cosa leggere - Grandi libri

Stando così le cose in Italia, due problemi mi stanno particolarmente a cuore.

Prima di tutto, la sistematica sottovalutazione del merito e della competenza, che da trent'anni ci fa perdere competitività nel mondo.

Poi, la trasmissione del sapere. Che è un effetto della sottovalutazione del merito, come si vede dai meccanismi di selezione a livello di docenze universitarie, a livello di quadri politici, e di management in una parte consistente del settore pubblico. Ma che è anche una concausa del declino della competitività italiana. I paesi in cui si studia poco e male vanno sempre peggio, in una economia mondiale basata sulla conoscenza e sull'innovazione.

Cosa leggere. Nel sessantotto avevo dieci anni, ma il clima culturale degli anni seguenti vedeva con sospetto la tradizione, si amava piuttosto la rottura degli schemi. In quel contesto, la proposta di percorso culturale formulata da Mortimer Adler (negli Usa, prima metà del novecento) non mi era arrivata. E se fosse arrivata, l'avrei guardata con molto sospetto. Sbagliavo.

Adler proponeva un percorso di apprendimento basato sulla lettura dei Grandi Libri, in una certa sequenza. La scelta dei libri e della sequenza è certamente incompleta, e riflette uno specifico punto di vista (quello di Adler) e una specifica cultura (quella statunitense della prima metà del secolo scorso). Ma la lista di Adler ha tre vantaggi:
  1. fornisce una guida sintetica, che la scuola a miei tempi non dava in modo altrettanto efficace
  2. include testi sia "umanistici" che "scientifici", contribuendo a superare la distanza tra le due culture
  3. non contiene testi mediocri o scadenti.
Nella situazione attuale della scuola e della cultura in Italia, l'elenco dei Grandi Libri di Adler può essere un buon punto di partenza. Purtroppo, l'elenco aggiornato è in Wikipedia edizione inglese. Un elenco in italiano, anche se riferito ad una versione precedente, è curato da Valentino Sossella.

Letteratura divertente

Sembra quasi un ossimoro (in questo caso, due parole che dicono una il contrario dell'altra).

Eppure esiste, in Italia, una letteratura divertente. Non solo quella lontana del tempo e considerata minore, dall'Ariosto in poi, che può essere difficile da leggere oggi perché la lingua è cambiata (almeno un po'). Esiste anche una letteratura italiana recente (del novecento) divertente. Achille Campanile, per fare un nome (ad esempio Gli asparagi e l'immortalità dell'anima, Vite di uomini illustri, Il povero Piero). O Ermanno Cavazzoni (es. Vite brevi di idioti).

La letteratura divertente esiste, ma non viene insegnata a scuola (ai miei tempi, negli anni settanta, non veniva neppure citata), né data da bere in televisione. L'unica è il passaparola.

31 marzo 2008

Informatici in Italia

Dalla newsletter AICA (Associazione Italiana per il Calcolo Automatico) n.23 di Novembre-Dicembre 2007, leggo che :

"Sul portale della Borsa Nazionale del Lavoro è stata attivata la sezione dedicata al Settore ICT che consentirà agli oltre 1,3 milioni di specialisti informatici del nostro Paese di orientarsi e aggiornarsi nello scenario particolarmente mutevole del settore fornendo informazioni specifiche, strumenti e servizi utili ai professionisti ICT. "

La notizia è interessante, ma se il numero degli specialisti informatici in Italia è questo, come è possibile che a livello di pubblica opinione, di politica e di relazioni di lavoro si parli così poco di questo milione ed oltre di persone?

23 dicembre 2007

Italia e competenza

La salvaguardia degli interessi consolidati, dei clan e dei privilegi è in conflitto con la valorizzazione del merito e della competenza individuali.

Accade in tutto il mondo. Nei paesi vitali, la valorizzazione del merito e delle competenze (nella scuola e nel mondo del lavoro) trainano l'economia e la società. In Italia, come nel terzo mondo, di solito la difesa dei privilegi e l'appartenenza a un clan hanno la meglio.

La percezione diffusa in Italia è che studiare sia inutile, e che lavorare con coscienza, professionalità e impegno non produca alcun beneficio per chi lo fa. Ecco perché l'Italia scivola nel terzo mondo.

07 novembre 2007

Due punti come separatore

Ancora Alessandro Manzoni citato nel libro di Gensini, questa volta da un testo del 1868, "Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla".

"Ci pare di dover distinguere i mezzi che sarebbe fattibile di mettere in pratica, anche senza attendere la formazione del nuovo vocabolario, da quegli altri che, di necessità, devono seguirne la pubblicazione.
I primi sarebbero: insegnanti di Toscana, nel maggior numero possibile, o anche educati in Toscana, da mandarsi nelle scuole primarie delle diverse province; esclusivamente toscani, ove ce ne sia, per le cattedre di lingua nelle scuole magistrali e normali:
Alcuni sussidi, sui fondi appositi iscritti per le scuole primarie nel bilancio del Ministero dell'istruzione pubblica, da assegnarsi a que' Comuni che si provvedessero di maestri nati od educati in Toscana:
Conferenze tra l'anno, od anche solo ne' mesi autunnali, nelle quali de' maestri e delle maestre di Toscana si rechino nelle varie province, per intrattenere i maestri e le maestre delle scuole primarie in letture di libri classici e di libri moderni (pezzi opportunamente scelti) notando gli arcaismi dei primi, e sostituendo le locuzioni dell'uso, avvertendo i provincialismi, i neologismi inutili de' secondi, colla stessa sostituzione:
Persone competenti, delegate nelle città capoluoghi dalla primaria magistratura, ed ufizialmente, che rivedano non solo qualunque iscrizione, avviso, od insegna devasi esporre in pubblico, ma anche le notizie che gli uffici regi o municipali forniscono ai giornalisti, per le loro cronache quotidiane:
Abbecedari, catechismi e primi libri di lettura nelle scuole, scritti o almeno riveduti da Toscani, sempre colla mira di cercare la diffusione della lingua viva:
Dare, come premio, a qualche allievo ed allieva delle scuole normali e magistrali, che ne abbiano fornito il corso con profitto e segni d'eminente capacità, il mezzo di passare un'annata scolastica in Firenze, per farci la pratica in una delle migliori scuole primarie:
Raccomandare ai membri de' corpi scientifici, quando la trattazione delle materie essenziali ne concedesse loro il tempo, di determinare fra loro le norme per una concorde e costante nomenclatura in que' rami scientifici che sono più accessibili al pubblico, come la storia naturale, la meccanica, la matallurgia, ecc.

I mezzi di diffusione poi, i quali dovrebbero seguire la pubblicazione del nuovo vocabolario sarebbero:
Provvedere che tutte le scuole governative, cos' dette secondarie, abbiano per ciascuna classe, degli esemplari del nuovo vocabolario, in quantità proporzionata al numero degli alunni:
Curare che del vocabolario si faccia anche un'edizione la più economica possibile, per renderne facile l'acquisto a ciascuno scolare:
Avere, per le scuole elementari ed anche per le scuole tecniche, de' piccoli vocabolari domestici d'arti e mestieri, compilati sul nuovo vocabolario della lingua, e alcuni, anche, figurati:
Dare in premio, nelle diverse scuole, insieme ad un'opera di bona letteratura, una copia del vocabolario, od anche, secondo la scuola, de' piccoli vocabolari che ne sono estratti:
Cercare che, anche in tutte le scuole femminili, i libri i più elementari sieno raccomandati o prescritti in modo che si diffonda sempre più, nelle città e nelle campagne, la cognizione della bona lingua viva, affinché si giunga così, a poco a poco, a renderla nota e familiare anche ai bambini."